venerdì 20 gennaio 2012

martedì 17 gennaio 2012

Uno contro mille

Queste immagini rappresentano molto bene il tipo di lotta che ogni giorno ognuno di noi deve combattere.


Immagini di Safwat Saleem

lunedì 21 novembre 2011

Nobis House dell'arch. Susanne Nobis

L'architetto Susanne Nobis ha progettato questa piacevole residenza vicino al lago di Berg, "zona relax" bavarese che attira i cittadini della vicina Monaco.
“As both the client and the designer, engineer/architect Nobis designed the home and office for her own four-member family and for her architectural practice.
It is a beautifully minimalist, modern take on a traditional twin wooden boathouse, popular by the lake. While the boathouses are on stilts over the water, Nobis’s house is on 60-centimeter high illuminated legs.
This gives the house its wonderful, impermanent, hovering feel but it was in fact a necessity in this location where the ground water rises very high. This also meant that everything must fit in the space above ground — no basement or cellar possible.”





Ispirazione design #1

 1. Scala pericolosa

 2. L'acqua è un bene prezioso

 3. La cultura è ben radicata sulle pareti

 4. Grattugia supersonica

 5. Scale alla Escher

 6. Raccoglimento, relax, legno

 7. Pieni e vuoti

8. Sedute pavimentate

mercoledì 16 novembre 2011

lunedì 7 novembre 2011

Volumi non S.I.

Volumi da cucina:

1 cucchiaino contiene:
- 7 ml di liquido
- 7 grammi di burro
- 4 grammi di farina
- 7 grammi di riso
- 5 grammi di sale fino
- 5 grammi di zucchero semolato

1 cucchiaio contiene:
- 10 ml di liquido
- 12 grammi di farina
- 10 grammi di fecola di patate
- 20 grammi di riso
- 15 grammi di sale
- 15 grammi di zucchero semolato

1 bicchiere contiene:
- 100 ml di liquido
- 120 grammi di farina
- 100 grammi di fecola di patate
- 150 grammi di riso
- 150 grammi di zucchero semolato

1 tazza contiene:
- 1/4 di litro di liquido
- 140 grammi di farina
- 120 grammi di fecola di patate
- 225 grammi di riso
- 200 grammi di zucchero semolato

martedì 1 novembre 2011

Adotta un architetto

E' il caso di preoccuparsi per le modifiche statutarie di Inarcassa: gli aumenti dei contributi previsti da qui al 2013 non basteranno a "risolvere il problema della sostenibilità per Inarcassa" per cui saranno aumentati i contributi da pagare, ma evidentemente non sono sufficienti a colmare il debito di di circa 240 milioni di euro persi in borsa da Inarcassa (infatti investe in azioni, titoli e fondi ad alto rischio il 22% del nostro patrimonio).
Facciamoci due conti del bussiness della cassa: siamo 130.000 e ognuno contribuisce per 1400 euro minimi l'anno!

Le iniziative che Inarcassa sta mettendo in pratica per noi:
-il contributo integrativo passa dal 2% al 4% (dal 1 gennaio 2011,si chiama modifica statutaria per la sostenibilità finanziaria, io la chiamo raddoppio della tassa che dobbiamo versare a Inarcassa per ogni fattura emessa). E' obbligatorio e va pagato anche se non ti hanno saldato la fattura. se invece per un anno non incassi niente devi versare comunque 360,00 euro.
-il contributo soggettivo obbligatorio è l' 11,5% del reddito professionale annuo, ma nel 2011 dovrà essere del 12,5%,
nel 2012 salirà al 13,5% e nel 2013 al 14,5% e poi chissà fino a quanto...
-il contributo soggettivo minimo (è dovuto anche se non si guadagna per un anno) per il 2010 è di 1400 euro, ma nel 2011 sarà di 1600 e nel 2013 di 1800 euro e poi chissà fino a quanto...
-per aver diritto alla pensione di vecchiaia bisogna aver compiuto 65 anni di età ed essere iscritto da trent'anni a Inarcassa (con 30 anni di contributi pieni versati).
Ci verrà riconosciuto il 2% della media dei più elevati 20 redditi annuali sugli ultimi 25 anni prima della richiesta di pensionamento, ma questa cifra comunque non potrà essere inferiore al contributo soggettivo minimo in vigore al momento del pensionamento moltiplicato per 8. Cioè se andassi in pensione ora la pensione minima garantita sarebbe di 11.200,00 euro l'anno lordi.
Se in 35 anni verserò di solo contributo soggettivo minimo 63.000,00 euro, la pensione minima sarà di 14.000 euro l'anno LORDI.
-le comunicazioni in ritardo anche di un giorno del reddito portano ad una multa del 7,5% del contributo soggettivo minimo (se faccio la dichiarazione con un ritardo di 5 mesi la multa è il 15% del contributo soggettivo minimo).

Se non hai ancora deciso cosa regalare per natale ecco un suggerimento: adotta un architetto.
In italia ci sono 130.000 architetti, con 1 euro al giorno aiuti un architetto a comprare l'inchiostro per la stampante o un corso di aggiornamento o contribuisci al suo fondo pensione. L'attuale andamento della professione costringerà la maggior parte dei professionisti iscritti alla cassa professionale a lavorare fino alla fine dei suoi giorni. Metti fine a questa barbarie, assicura il minimo della pensione ad un architetto. Compila subito il modulo, riceverai una cartellina informativa con la fotografia di un architetto che potrai decidere di adottare a distanza. In cambio potrai inviargli via email infinite richieste di consulenza sugli argomenti che più affliggono il tuo quotidiano (la migliore posizione del water, il colore più adatto delle tende o delle pareti, la firma per la certificazione energetica, il collaudo strutturale della tua ultima pensilina abusiva, il progetto della nuova scala per dividere il villino in due appartamenti e tanto altro ancora).

mercoledì 9 marzo 2011

Cambia la casa, via il balcone cresce la cucina


- La società cambia e con essa la casa in cui viviamo. Immobiliare.it ha analizzato le mode che hanno trasformato le nostre abitazioni negli ultimi 50 anni scoprendo elementi piuttosto curiosi.
Dalle richieste degli oltre 6 milioni di italiani che ogni mese cercano casa sul web, è emerso che il balcone è il primo grande escluso dalle necessità della casa moderna. Il sempre maggiore bisogno di spazi e il minor tempo a disposizione per darsi alla cura delle piante, lo stanno trasformando via via in stanza con vetrate o giardino d’inverno e, numeri alla mano, oggi meno del 18% degli italiani cerca una casa col balcone.
Nel corso degli ultimi 50 anni, però, sono tanti i casi di stanze o ambienti che in poco tempo sono passati dall’essere considerati irrinunciabili all’essere evitati come se fossero il peggior errore possibile nel progettare una casa.
Il primo e più lampante esempio è quello del corridoio.
Assolutamente importante, a livello di spazio occupato, in ogni casa costruita fino agli anni ottanta, è poi scomparso da tutte le planimetrie delle nuove abitazioni diventando il sinonimo di spazio sprecato.
Altrettanto si può dire per l’ingresso che, soprattutto negli immobili costruiti a cavallo degli anni ’60 e ’70, non rappresentava solo una zona di passaggio per entrare in casa, ma era il biglietto da visita dell’appartamento ed era esso stesso una stanza.
Fra la fine degli anni ’80 e, soprattutto, nei ’90 questo concetto muta radicalmente, la porta d’ingresso introduce subito nel salotto, il cuore della casa, che difficilmente viene separato e diventa, per dirla all’inglese, living.
Un’altra evoluzione importante nella distribuzione delle stanze è quella vissuta dalla cucina; fulcro e cuore della casa nell’Italia dei decenni scorsi, è pian piano diventata sempre più piccola per poi scomparire ed essere inglobata in altre stanze.
Oggi vive una seconda giovinezza e diventa grande, anzi, grandissima.
Stando ai dati di Immobiliare.it, se a livello totale il 16% di chi cerca casa richiede esplicitamente una cucina a isola, nella fascia medio alta questa percentuale arriva al 38% e il 14% di queste richieste arriva addirittura a specificarne la marca.
Secondo Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it, “alla base di queste modifiche risiedono ragioni economiche, ma sono intervenute anche variazioni di carattere sociale; il numero crescente di single, la madre sempre più spesso lavoratrice e, non ultima, la fame di spazi. Le cucine tradizionali, ad esempio, resistono soprattutto nel Sud d’Italia mentre al Nord la cucina assume spazi enormi e diventa oggetto di arredamento vero e di design con l’Isola fuochi o i banconi all’americana.
Anche questi ultimi un must negli anni ’80”.
Il progresso tecnologico, anche se può sembrare strano, spesso rende inutili alcuni ambienti. E’ stato così per lo studio, una stanza che veniva usata fino agli anni ‘90 come luogo di lettura, di ascolto della musica o di relax ma anche, per i professionisti soprattutto, come luogo dove svolgere parte dell’attività lavorativa.
Questa stanza, tipica delle case delle famiglie socialmente medio – alte, ha avuto periodi di grande richiesta soprattutto negli anni ’80, ma oggi, in un momento in cui, le connessioni wi-fi, la tecnologia e la sua portabilità permettono di lavorare in qualsiasi stanza, è quasi del tutto scomparsa dalle planimetrie italiane.
Si può dire che anche il ripostiglio abbia rappresentato una moda immobiliare. Soprattutto al Nord aveva la funzione di lavanderia e dato che era già presente la predisposizione per tutti gli attacchi necessari, veniva ricavato sacrificando un pezzo della cucina.
Nel ripostiglio si stipava di tutto; non solo le cose necessarie alla pulizia e al riordino della casa, ma anche valigie, giochi in disuso, vestiti di carnevale o scatoloni con decorazioni natalizie e statuine del presepe.
Negli anni a cavallo fra i ’90 e il 2000, però, la lavatrice esce dal ripostiglio per entrare (sia pure con forme di design meno classiche) nei bagni o, addirittura, nella cucina stessa, mentre scatoloni e valigie prendono il volo e vengono stipati nei controsoffitti (la fame di metri quadri è talmente grande che si comincia a pensare come sfruttare i soffitti, e ci si riesce) o s’inabissano in cantine e garage nelle parti comuni dei condomìni.
Un’altra moda immobiliare (anche questa volta soprattutto femminile) è stata quella della cabina armadio. 
In questo caso (il periodo in cui si comincia a diffondere e la fine degli anni ’90, per poi imporsi prepotentemente negli anni 2000 e resistere tutt’oggi in molti contesti) non sempre è necessaria una stanza in più: grazie a sistemi modulari che si adattano a ogni esigenza si possono comporre soluzioni su misura che sfruttano le pareti al centimetro.
Possono quindi bastare pochi metri quadrati per avere uno spazio per gli abiti (e le scarpe!) comodo e ben organizzato.
È stata poi la volta dei secondi bagni ciechi (inconcepibili negli anni ’60), ma oggi una vera e propria risorsa (anche per il venditore che può vantare un secondo bagno, magari di soli 4 metri quadrati).
Anche qui non ci sono vie di mezzo e se il secondo bagno può essere cieco, soprattutto nelle case di fascia medio alta, il primo diventa veramente enorme con dimensioni spesso comprese fra i 12 e i 15 metri quadri.
Ci sono poi delle mode che riguardano gli elementi di rifinitura; dai pavimenti alle pareti, dagli infissi ai soffitti.
Partendo dai pavimenti, fino agli anni ‘70 ogni stanza aveva un tipo di piastrelle diverso da quello della stanza attigua, poi è stata la volta delle moquette (oggi considerate il paradiso dell’acaro e dello sporco) mentre ora viene usato quasi ovunque il parquet, ormai diffusissimo persino negli uffici.
Analoga considerazione può essere fatta per l’idea di soppalcare le stanze: pochi decenni fa non era un’abitudine in uso, ma gli ambienti limitati e le necessità di avere maggior spazio a disposizione senza potersi permettere una casa più grande, ne ha diffuso la consuetudine.
Non solo si opera un abbassamento del soffitto dove collocare valigie e oggetti di uso non frequente, ma si va a creare, dove un’altezza adeguata lo permette, una vera e propria stanza.
Un’ultima nota va fatta riguardo alle pareti.
Questo è l’elemento della casa più assimilabile al suo vestito e quindi, più influenzato dalla moda del momento: dalla tappezzeria che adornava le pareti delle case fino agli anni 70, al monocolore dei decenni successivi fino allo spugnato, lo stucco veneziano e le tinte trendy proprie dei nostri tempi.   
(INDAGINE - 08/03/2011)
http://www.monitorimmobiliare.it/articolo.asp?id_articolo=5037 

giovedì 17 febbraio 2011